Novità per chi affitta casa Airbnb

Airbnb affittare tramite piattaforma web

Airbnb affitti online

Dal primo giugno 2017, chi affitta una stanza libera o un intero appartamento su Airbnb, sarà costretto a pagare le tasse. Scopriamo cosa è cambiato e se conviene ancora o meno affittare, usando il portale per offrire o prendere in affitto una casa.

Tasse per chi affitta

A partire dal mese di giugno del 2017, tutti coloro che affittano stanze o appartamenti tramite Airbnb, www.airbnb.it, non potranno più "dimenticarsi" di pagare le tasse.

Cos'è airbnb

Per chi non l'avesse mai usato, airbnb è un portale che consente ai privati cittadini di affittare alloggi in tutto il mondo. Ad oggi il servizio è attivo in oltre 65.000 città, in più di 191 Paesi, per un totale di 160.000.000 ospiti. Ma con questo portale possiamo anche offrire visite guidate, lezioni di fitness, cavalcate all'aria aperta, degustazioni di bevande e cibi tipici e molto altro ancora.

I vantaggi di airbnb

Conviene usare Airbnb? Per chi cerca una stanza o un appartamento, ad esempio in occasione delle vacanze estive o di un weekend fuori porta, ci sono alcuni vantaggi indiscussi. I prezzi solitamente sono più bassi rispetto a quelli offerti da B&B, alberghi, agriturismi e pensioni. Inoltre il contatto con una persona del luogo (il locatore) che non fa l'albergatore di mestiere, permette di scoprire quali sono i posti migliori da visitare o i ristoranti migliori o meno cari.

Dal punto di vista di chi mette in affitto un alloggio, usare Airbnb è molto comodo perché si tratta di una vetrina conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, che garantisce una ottima visibilità e che interviene nella gestione degli ospiti (prenotazioni, pagamenti, e così via).

Ovviamente ci sono delle commissioni da pagare, comprese tra il 3 e il 5% per il locatore e tra il 6 e il 12% per l'ospite (diciamo che si aggirano in tutto, tasse escluse, a circa il 20%). Per saperne di più possiamo informarci, visitando il sito alla pagina http://bit.ly/2r8hFYC .

La tassa Airbnb

la legge prevedeva già l'obbligo di versare una somma al Fisco, anche per i periodi di affitto inferiori a 30 giorni, con la sola differenza, rispetto agli affitti di lunga durata, che non era necessaria la registrazione del contratto di affitto.

Quest'ultimo deve esistere dunque, ma non va depositato alla Agenzia delle Entrate: quella che oggi chiamiamo "tassa Airbnb", quindi, non è affatto una novità. Gli affittuari possono decidere di pagare con cedolare secca, versando allo Stato il 21% sul canone di locazione previsto, oppure in regime di IRPEF ordinario, con aliquote progressive calcolate in base al reddito.

Le aliquote IRPEF vanno dal 23 al 43% ma questo regime consente diverse detrazioni delle spese sostenute per l'attività. Nel primo caso, sappiamo subito quanto dobbiamo pagare e non possono esserci brutte sorprese (anche se siamo in Italia e qui i nostri "cari politici " si inventano sempre nuovi balzelli e leggi stupide), ma non possiamo detrarre nessun costo, nel secondo le tasse vengono calcolate a fine anno, contestualmente alla dichiarazione dei redditi.

Se fino a poco tempo fa molti privati che affittavano saltuariamente con Airbnb riuscivano senza difficoltà a evadere le tasse, dal primo giugno 2017 questo non è più possibile.

Cosa cambia sulle tasse per chi affitta

Per combattere l'evasione fiscale, il Governo ha previsto che gli intermediari come Airbnb, così come anche Booking, diventino sostituti di imposta. A versare le tasse quindi, saranno loro, che hanno la possibilità di pescare direttamente nelle tasche degli utenti del servizio.

In che modo ciò accadrà? Semplicemente trattenendo la percentuale dovuta dal proprietario di casa direttamente dal canone versato al portale dall'inquilino. L'intermediario dovrà anche comunicare alla Agenzia delle Entrate i dati dei contatti. In caso di irregolarità è prevista una sanzione che può arrivare a 2.000 euro.

Il tutto a partire dal mese di giugno di questo anno. Nel caso in cui il proprietario scelga il regime di tassazione Irpef ordinario, il portale tratterrà il 21% delle entrate come acconto sulle imposte dovute, che verranno conguagliate a fine anno.

In passato, i responsabili di Airbnb, si erano fermamente opposti all'idea di intervenire nella gestione delle tasse, mentre quest'anno si sono dimostrati disponibili seppure abbiano comunque portato le proprie rimostranze.

Questo cambiamento fiscale degli affitti, porterà sicuramente un aumento dei prezzi che dovranno essere caricati dei doveri fiscali, quindi si vedrà se ancora convenga contattare chi affitta, o sia meglio scegliere ormai piattaforme di hotel o B&B forse più convenienti e sicuri a questo punto. Calcolando rapidamente, dalla cifra per ogni notte di affitto, oltre alle tasse (che per comodità consideriamo al 21%) vanno sottratte le commissioni dovute al portale.

Nelle tasche dei proprietari che affittano su Airbnb entrerà, circa, una cifra pari al 73%, dalla quale andranno detratti pure i costi di luce, gas, spese condominiali, eccetera.

Per chi vuole cominciare ad affittare su Airbnb

Affittare su Airbnb può essere ancora un modo intelligente per arrotondare, soprattutto se possiamo offrire una stanza o un appartamento di lusso, oppure se l'immobile in questione è situato in una località di grande interesse turistico, come Venezia, Roma, Firenze, o in una area naturalistica protetta, ad esempio.

Se siete interessati potete visitare il sito al link di seguito www.airbnb.it e iscrivetevi al portale. Volendo, per registrarvi, potrete usare i dati del vostoroaccount di Facebook o quelli di Google. Per attirare potenziali clienti, cercate di fotografare le stanze che volete dare in affitto, in modo da valorizzarle, oltre a un minimo di di scorci della vista (solo se gradevoli e invitante) che si potrà avere dalle camere affittate.

Si possono fissare automaticamente sia i prezzi che la disponibilità delle camere. Controllate sempre le offerte dei vostri competitor nella zona dove risiedete, infatti, per essere concorrenziali è fondamentale collocarsi nella fascia di prezzo adatta in base al tipo di alloggio, alla sua ubicazione e ai servizi che siamo in grado di offrire.

Tutti gli obblighi per chi affitta

Oltre a pagare le tasse dovrete comunicare i dati dei vostri ospiti alla questura, attraverso il portale alloggiati, https://alloggiatiweb.polizia-distato.it/ , al momento del check-in. Le credenziali di accesso al sito si possono chiedere alla questura di zona. Ricordatevi anche che, per gli affitti inferiori ai 30 giorni, basta stipulare con l'affittuario un contratto di locazione breve, in forma scritta.

Prima di lanciarvi in questa avventura , se la stanza o l'appartamento che volete offrire su Airbnb, si trova in un condominio, verificate che non ci siano restrizioni sulla ospitalità nel regolamento condominiale, per evitare problemi legali, derivanti da qualche inquilino poco ragionevole o molto zelante, che potrebbe farvi non solo perdere soldi e contratti, ma anche procurarvi una denuncia.

Se avete dubbi potete chiedere aiuto ad altri utenti di Airbnb più esperti di voi, visitando il Community Center all'indirizzo http://bit.ly/2srFLS2 . Esistono poi degli obblighi che variano in base alla regione di appartenenza e che siete tenuti a rispettare, per questo potete informarvi presso il Comune, oppure su https://italy.airbnbcitizen.com/it/ .

 

 

 

 

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