I robots ci pagheranno la pensione

La pensione dai robot

Incredibile ma vero: al parlamento di Bruxelles è stata presentata una proposta per fare in modo che tutti i lavoratori artificiali contribuiscano a pagare la pensione degli umani a cui hanno rubato il posto di lavoro.

Pensione del futuro

Prima di cominciare devo dirvi che, ciò che sto per scrivere, non è una bufala ma una reale proposta di legge, che è stata fatta al Parlamento Europeo di Bruxelles. Si tratta , per adesso, solo di una proposta non ancora approvata anche se si spera possa venire accettata , visto il tema che tratta.

Cominciamo a dire che tra il 2010 e il 2014 le industrie automobilistiche, quelle elettroniche e anche quelle impiegnate nella sanità e nell'assistenza alla persona hanno fatto registrare un aumento di acquisti di automi pari al 17% annuo.

L'anno scorso è quasi raddoppiato, sfiorando il 30%, questo cosa significa? E' molto semplice: le aziende sostituiscono sempre più i lavoratori con i robot, d'altra parte una macchina a fronte del costo iniziale per l'acquisto, garantisce un risparmio notevole sul lungo periodo, poiché può essere gestito senza problemi, lavorare ininterrottamente, non scioperare e non ha bisogno di vacanze.

Alcuni esperti hanno teorizzato che in questo modo sarà possibile delegare ai macchinari e ai robot i lavori ai macchinari e ai robot i lavori più usuranti e meno nobili, lasciando l'essere umano libero di dedicarsi ad altro. Ciò che gli esperti non hanno spiegato è in cosa consiste questo "altro" e in che misura sarà retribuito.

In poche parole chi ha perso il lavoro perché un robot ha preso il suo posto, sarà poi pagato per riposare? E' una ipotesi attraente ma certo non molto realistica. La parlamentare europea Mady Delvaux ha presentato una proposta di legge che richiede che ogni robot acquistato sia dotato di una sorta di carta di identità. L'automa dovrà poi rispettare un insieme di leggi e adottare un codice di comportamento , ma non è tutto.

L'acquisto di un automa dovrebbe corrispondere una tassa, il cu importo dovrebbe essere proporzionale al risparmio in termini di contributi che il robot permettedi realizzare. Questo per finanziare il sistema pensionistico e tutelare i lavoratori umani, sostituiti dai robot, liberi di fare "altro" e rimasti però senza lavoro e senza risorse.

A seguito della proposta , come era prevedibile, gli industriali si sono fatti una bella risata e il popolo del web si è scatenato con i soliti commenti ironici: non tutti però hanno preso sottogamba l'idea della Delvaux, per quanto originale (comunque assennata). Sono in molti ad avere l'impressione che la questione che la questione sia tutt'altro che campata in aria.

Tra qualche anno ne parleremo più seriamente perché il problema diventerà pressante avendo sempre più lavoratori a bassa specializzazione (e intelligenza) e sempre più robot chge riescono a fare lo stesso lavoro in un terzo di tempo e con la stessa qualità, andando a saturare in fretta il mercato poiché a rigor di logica, vi saranno anche meno persone con la adeguata ricchezza per poter comprare eventuali prodotti costruiti da robot (non avendo più lavoro gli umani)..

 

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