Come si leggono i dati web

Analisi dei dati web per guadagnare soldi

Dati web come leggerli per aumentare guadagni

Come si devono leggere i dati redatti da strumenti come analitycs o affini, che possono aiutarci a vendere meglio e di più, guadagnando maggiori fette di mercato.

Dati analitici sito commerciale

Ma a cosa serve studiare i dati che ci vengono comunicati da programmi e servizi come analytics? Sono la nuova chiave per capire il mondo del web e del commercio oggi, dai che ci mostrano la strada dove andare e quali scelte compiere. Il web ce ne offre una miriade di dati, a volte anche troppi in altri casi pochissimi, ecco come dovremmo leggerli per aumentare il fatturato.

Saper valutare se una impresa sta raggiungendo gli obiettivi che si era prefissata, è cosa molto importante oggi come lo era una volta ma oggi, con le difficoltà economiche vigenti, è di primaria importanza sapere dove e come si sta andando con il proprio business, per non sprecare risorse che potrebbero essere rare o poche.

Quali sono i dati più utili da monitorare

I dati maggiormente utili ai nostri propositi sono i dai sul sito, che ci dicono quali pagine sono più visitate, quanto tempo spendono gli utenti sul nostro sito, che percorso di navigazione effettuano e, nel caso di un e-commerce, come arrivano a concludere un acquisto.

I dati di ricerca interna, che ci permettono di capire se i nostri prodotti sono ben visibili o se gli utenti ricercano prodotti che sono terminati.

I dati che ci informano sulla visibilità del nostro sito sui motori di ricerca: posizionamento delle pagine di un sito sui motori di ricerca, volumi di ricerca su Google per determinare query.

Dati sul numero delle sessioni ovvero quante volte viene visitata ogni singola pagina, quanto durano le sessioni per ogni utente (la cosa migliore per un sito generico sarebbe una permanenza di circa 70 secondi, mentre per un sito di informazione o un blog la cosa ideale verrebbe indicata sui 4 minuti).

La frequenza di rimbalzo, quanti utenti sono arrivati su quella pagina e hanno abbandonato il sito senza averne visitata un altra. IN questo caso una frequenza di rimbalzo superiore al 50% è allarmante per un e-commerce, mentre risulta quasi nella norma per la maggior parte dei blog e i siti informativi dove l'utenza media italiana ha la brillante idea di cercare informazioni per poi snobbarle se non incontrano non si sa bene quali insiemi di fattori.

Il tasso di conversione poi, indica quante visite si trasformano in raggiungimento del nostro obiettivo di impresa. Per un e-commerce, la percentuale ideale è tra l'1 e il 2% ovvero di utenti che acquistano.

Quali problemi possono indicare i dati

Se c'è una pagina che riceve molte visite ma attualizza poche vendite, i motivi possono essere il prezzo poco competitivo del prodotto, la mancanza della spedizione gratis, il numero di telefono non in evidenza o ancora la mancanza della chat, molto usata negli ultimi tempi.

Anche se c'è una frequenza di rimbalzo alta, i motivi potrebbero essere tanti: link corrotti, troppi banner pubblicitari, oppure il contenuto della pagina poco appetibile, comunque di sicuro un alta frequenza di rimbalzo avrà riflessi negativi anche sul posizionamento del sito su Google.

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Quali sono gli strumenti di analisi dei dati

Strumenti gratis e base sono offerti da Google stesso con Google Analytics è la piattaforma di riferimento per la maggior parte del web analyst, fornisce dati sui nostri utenti, sulle sorgenti di traffico, sul comportamento del sito e sulle conversioni. Google Search Console viene utilizzato per le attività di SEO e SEM: in pratica ci dice come Google vede il nostro sito. Strumenti a pagamento mano a mano che crescono i volumi di traffico, sono SemRush, Moz Analytics e Seo Screaming Frog.

Oggi è importante fare analytics avanzate , cioè interpretare in modo incrociato i dati che provengono da queste diverse piattaforme. Ma allora, è bene affidarsi a dei professionisti o è possibile fare da sé?

E' fondamentale affidarsi a consulenti esperti perché i dati sono tantissimi , il rischio è di interpretarli malamente. Le grandi aziende hanno figure specifiche che si occupano di Web Analytics, le piccole e medie in genere si affidano a consulenti esterni. Il 90% è da investire sulle risorse umane mentre il 10% sui tool di analisi.

 

 

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